• Flavio Pagano - "La vita e' come una palla da rugby, non puoi mai sapere come sara' il suo prossimo rimbalzo."

091116 Informazioni Isana

Storia del club

Il club nasce il 1° febbraio 2008 per volontà di un gruppo di appassionati di rugby, colleghi nel lavoro, ai quali si uniscono vecchi compagni di squadra nelle file dell’Ivrea Rugby. L’idea è quella di sopperire alla mancanza di una realtà che si occupi dello sviluppo e della diffusione di questo sport nella zona a cavallo delle province di Torino e Vercelli.

Le società più vicine – infatti – sono ben strutturate sul loro territorio ma lontane: Ivrea, Vercelli, Asti, Settimo Torinese hanno tutte un proprio bacino d’utenza, e spostarsi due o tre volte alla settimana per gli allenamenti avrebbe comportato grossi sacrifici, che molti di noi hanno in passato già sperimentato e piacevolmente sopportato per diverse stagioni. Però soprattutto d’inverno le nebbie, il ghiaccio, la pioggia, la neve rendono i tragitti un’impresa e il rischio maggiore è quello di passare più tempo in automobile che sul campo, se non di dover saltare l’allenamento.

Si è pensato così di iniziare facendo un censimento degli appassionati di rugby (union, touch o tag) in questa zona del Piemonte, per organizzarsi e vedere insieme le partite del Sei Nazioni, bere una birra, scambiarsi idee e – se in futuro ce ne fossero state le possibilità – allenarsi con l’obbiettivo di creare una squadra.

Nel maggio del 2008, così, abbiamo iniziato a correre e a passarci la palla nel piccolo campetto dei “carabinieri” di Crescentino. I numeri sono stati da subito importanti, quasi lusinghieri, tanto che in breve tempo si è capito che quel campo non poteva bastare.

È stato Sant’Antonino di Saluggia ad ospitarci nella seconda fase della nostra crescita. Abbiamo infatti preferito prenderci un anno di “sviluppo”, continuare ad allenarci, consolidare il gruppo (vero e proprio fondamento del rugby) e imparare, cimentandoci in un paio di tornei e in partite amichevoli. I risultati sono stati talmente positivi che, alla fine, ci hanno convinto. Si poteva tentare l’avventura del primo campionato!

Ma a questo punto serviva una casa. Dove andare ad abitare?

Dopo numerosi contatti e proposte, abbiamo deciso di stare in proprio e di dedicare il nostro campo unicamente al rugby. Il comune di Verolengo (limite orientale della provincia di Torino) ci ha concesso il vecchio campo sito nella frazione di Busignetto. I lavori da fare non ci hanno scoraggiato: abbiamo recuperato e riadattato gli spogliatoi, risistemato il terreno, elevato i pali e installato un nuovo impianto di illuminazione. Tutto questo unicamente grazie alle nostre forze, alle nostre risorse e al nostro lavoro. La soddisfazione, ovviamente, è stata enorme.

Il 4 ottobre del 2009 l’Isana Rugby Club ASD ha potuto fare il proprio esordio nel campionato di serie C territoriale piemontese, con l’obbiettivo di crescere, di fare esperienza e di gettare le basi per poter – in un futuro non troppo lontano – puntare ad ottenere risultati importanti.

La nostra, però, vuole restare per vocazione una realtà aperta a tutti, dove ognuno deve sentirsi partecipe e stimolato a scrivere una parte della storia. Da noi chiunque abbia voglia di giocare a rugby con i compagni e per i compagni è il benvenuto. Quindi se abitate tra Chivasso, Casale Monferrato, Santhià ed Asti, e volete giocare a rugby, non esitate a contattarci. Se avete già giocato ci serve la vostra esperienza, se siete semplici appassionati o curiosi ci serve il vostro entusiasmo!

Il nome Isana

Quando abbiamo dovuto decidere come chiamare la società, cercavamo un nome legato alla storia del nostro territorio ma che non fosse riconducibile unicamente ad un solo paese o ad una zona geografica in particolare, così la scelta è caduta su Isana.

Isana – infatti – è il nome di un’antica cascina ancora presente nel comune di Livorno Ferraris, la Liburium romana fondata su un antico villaggio celtico. Nelle sue vicinanze si può ancora visitare la chiesa templare di Santa Maria d’Isana, costruita su un tempio romano, a sua volta edificato su un insediamento celtico. Il menhir che si trova in prossimità della chiesa testimonia come il luogo fosse ritenuto sacro fin dalla più remota antichità.

Per queste zone, a forte vocazione agricola, passavano inoltre importanti vie di commercio e di comunicazione: la via Liburnasca metteva in contatto Ivrea e quindi Aosta con la Liguria e – più in giù – Roma attraverso la via Francigena.

Tutti questi aspetti di tradizione, di cultura, di laboriosità e di scambi fra popoli ci sembravano l’ideale per cominciare a parlare di rugby.

La spiga

La scelta del simbolo del club, una spiga color giallo oro su di un pallone da rugby, è stata una logica conseguenza della scelta del nome Isana. Quella che secoli fa era una mansio templare, è ancora oggi una tipica cascina vercellese dedita alla coltivazione dei cereali: tutta l’area geografica coperta dall’attività del club si identifica in una vocazione agricola legata soprattutto alla presenza di cereali quali il riso ma anche il grano, l’orzo e il mais.

Non bisogna dimenticare che numerose squadre di rugby, nazionali e di club, hanno scelto come proprio simbolo un animale, un fiore, una pianta, spesso dall’aspetto tutt’altro che aggressivo: basti citare gli esempi dei leggendari All Blacks che portano ricamata sulle maglie una foglia di felce, del XV inglese che si fregia di una rosa rossa, la Scozia ha il cardo, l’Irlanda il trifoglio di San Patrizio, l’Australia il canguro, e così via.

Anche per noi la decisione ha seguito questo spirito: la spiga di grano stilizzata rappresenta, in araldica, l’operosità agricola. Le comunità che basavano la propria esistenza sull’agricoltura esprimevano spesso ideali di solidarietà, aiuto reciproco, lavoro in comune, tenacia e resistenza: tutti valori fatti propri dalla palla ovale. D’altro canto, la spiga rappresenta anche la prosperità che deriva dalla pace, l’abbondanza e il frutto che ricompensa il lavoro.

Il rugby

“Rugby” è un nome che viene utilizzato per vari sport, tutti molto simili tra di loro, con caratteristiche di base in comune (ad esempio porte ad H, pallone ovale e passaggio all’indietro), ma che sono organizzati con regole proprie e governati da federazioni distinte.

Possiamo comunque affermare con certezza che l’invenzione di questo sport risale alla prima metà del XIX secolo, e che a crearlo fu un gruppo di studenti del College della cittadina inglese di Rugby. Ad ogni appassionato, però, piace immaginare il leggendario e dissacrante gesto di William Web Ellis che avrebbe preso un pallone da calcio con le mani durante una partita, per depositarlo oltre la linea di segnatura. Da quel momento il più era fatto.

Il rugby a XV, quello a XIII e quello a VII sono le varianti più diffuse di questo sport.

Ad oggi il rugby coinvolge milioni di praticanti in tutto il mondo, conquistando spazi e consensi anche in paesi di non fortissima tradizione rugbystica. I mondiali di rugby, disputati ogni quattro anni, sono il terzo evento sportivo più seguito, dopo le Olimpiadi e i mondiali di calcio. Esistono anche varianti di rugby, dove il contatto è ridotto drasticamente, il “touch rugby”, o totalmente eliminato, il “tag rugby”, che permettono la formazione di squadre miste per età e sesso.

Ci piace ricordare anche che il rugby è presente con molti progetti nei settori educativi e – in particolar modo – come supporto a programmi di sostegno, sviluppo e integrazione per numerosi tipi di disabilità.


Dati societari

Presidente: Andrea Pancotti
Sede legale: Isana Rugby Club ASD, Via Rivetta 6, 13040 Saluggia (Vc)
Campo di gioco: via Francese, Busignetto di Verolengo (TO)
Allenatore Seniores : Pietro Cipolla

Il club è regolarmente affiliato alla Federazione Italiana Rugby (codice di affiliazione 285960 / PIVC 02) ed al CONI Comitato Olimpico Nazionale Italiano (codice 76450 / FSNFIR285960).
Il Codice Fiscale della società è 93007740025.


Grazie a Martino Corazza per il testo.

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